Progetto multidisciplinare di studio ipogeo della grotta in conglomerato più lunga d’Italia
(e quarta al mondo)
Il progetto
La Busa del Castel Sotterra è una cavità carsica situata sul Montello (TV), vicino alla presa X. È la grotta più lunga del Montello, con oltre 7.000 metri di estensione esplorata e una profondità di 125 metri, e la quarta al mondo come cavità in conglomerato: un unicum che la rende unica e straordinariamente appetibile come luogo di studio scientifico, ma anche come luogo didatticamente ideale per la sua particolare speleogenesi.
Nel 2022 una squadra di speleologi e geologi, appartenenti a diversi gruppi speleologici della zona, partendo dalla necessità di una rimappatura della grotta ha riaperto il fronte delle esplorazioni approfondendo lo studio della geomorfologia, della speleogenesi e della biospeleologia, con l’ausilio dei dati delle temperature dell’aria e dell’acqua raccolti in continuo dai datalogger. I risultati che via via vengono ottenuti li hanno portati a presentare articoli e studi in numerosi congressi del settore, tra i quali il Congresso Internazionale di Speleologia svoltosi a Belo Horizonte, nel 2025.
Anche grazie al progetto è stata presa in considerazione dal gruppo di lavoro sui geositi della Regione del Veneto (U.O. Servizio Geologico e Attività Estrattive e Dipartimento di Geoscienze di Unipd) e dal Servizio Geologico Nazionale di ISPRA e dal 2025 è stata quindi designata come geosito di importanza nazionale. Si tratta del riconoscimento dell’eccezionalità della grotta per le sue caratteristiche geologiche, la cui designazione non comporta vincoli bensì visibilità e ulteriore spinta a proseguire con la nostra ricerca.
I gruppi aderenti ed attivi nella ricerca sono Gruppo Grotte Treviso, Gruppo Speleologico Padovano CAI, Gruppo Speleologico SOLVE CAI Belluno, Associazione XXX Ottobre CAI Trieste, Club Speleologico Proteo Vicenza.
La geologia sotterranea
Il rilievo collinare del Montello si erge dalla pianura sollevato dalle spinte delle porzioni della catena alpina seppellite sotto la Pianura Veneta. Questa blanda dorsale racchiude al suo interno i depositi fluviali del fiume Piave degli ultimi milioni di anni. I ciottoli, provenienti dalla prevalente erosione dei massicci calcarei-dolomitici veneti, sono stati cementati da una matrice calcarea sabbiosa a formare strati di conglomerato spessi e coerenti. Il sistema fluviale del paleo-Piave, nelle fasi di magra o a seguire di esondazioni deponeva anche sabbie e limi, inframezzati ai compatti conglomerati. La Busa di Castel Sotterra, così come le numerose cavità del Montello sono state generate negli ultimi 300 mila anni, per effetto delle acque di infiltrazioni che dissolvendo la matrice tra i ciottoli hanno creato percorsi idrici ipogei e destabilizzato gli strati in profondità. Il sottosuolo del Montello è diventato così un reticolo di sale formate da enormi crolli sotterranei intagliate da profondi canyon attivi, che veicolano tuttora le precipitazioni verso l’acquifero carsico ed infine le sorgenti poste lungo le pendici del Montello. Osservando tutte le caratteristiche sedimentologiche e tettoniche, il progetto mira ad utilizzare lo schema speleogenetico per spiegare le dinamiche che formano paesaggio circostante, come uno dei più recenti della fascia prealpina ed in continua evoluzione.
Storia delle esplorazioni
Le prime esplorazioni risalgono alla fine del 1800 ad opera del Prof. Antonio Saccardo che ne studiò la geologia, la morfologia ipogea ed eseguì i primi rilievi delle zone da lui esplorate. L’interesse per questa grotta riprese vigore nei primi anni ‘60 del secolo scorso, di pari passo con la nascita degli attuali gruppi speleologici coinvolti in questo progetto. Le campagne esplorative più importanti hanno avuto il loro culmine tra gli anni 80 e 90 del secolo scorso, esplorando e mappando più di 7 chilometri di grotta.
Un ritrovato interesse delle “nuove” generazioni ha fatto ripartire con entusiasmo le esplorazioni, trovando sempre nuove vie in un dedalo di passaggi, connessioni, meandri ricchi di vie alternative e mai visitate.
Le rilevazioni meteo ipogee e la nuova topografia
Le attività di esplorazione speleologica e rilevamento, unite al monitoraggio termico continuo, permettono di comprendere in modo dettagliato le dinamiche termiche specifiche delle grotte in conglomerato. In particolare, vengono studiate le relazioni tra variazioni di temperatura, livelli della grotta, intersezioni di gallerie e condizioni climatiche esterne. L’obiettivo è individuare e analizzare i complessi flussi d’aria, verificando eventuali somiglianze o differenze rispetto ai sistemi ipogei tradizionali.
Parallelamente al monitoraggio microclimatico, viene realizzata una mappatura tridimensionale della grotta, fondamentale per contestualizzare le informazioni raccolte e scoprire possibili collegamenti tra i condotti interni e l’ambiente esterno. Il nuovo rilievo si presenta particolarmente complesso: la conformazione a gallerie sovrapposte e interconnesse in molti punti lo rende un vero banco di prova per la restituzione della mappa finale.
La protezione dei chirotteri
Castel Sotterra è da alcuni anni oggetto di ricerche approfondite sui chirotteri che ne analizzano presenza, comportamento e uso degli spazi ipogei. Le indagini combinano rilievi bioacustici, censimenti diretti e monitoraggi microclimatici.
Specie principale è il rinolofo minore (Rhinolophus hipposideros), con presenze più sporadiche di rinolofo maggiore (Rhinolophus ferrumequinum) e Myotis spp.
La cavità è utilizzata in modo stagionale: i rami superiori per attività sociali, quelli intermedi e prossimi agli ingressi per l’ibernazione. Alcune zone fungono da nursery estive, con presenza di giovani individui e accumuli di guano.
Particolare attenzione è rivolta alle condizioni microclimatiche, fondamentali per la sopravvivenza delle colonie.
La distribuzione interna delle specie varia in funzione di temperatura, umidità e disturbo.
Tra le principali criticità emerge la vulnerabilità al disturbo antropico, soprattutto nei periodi sensibili.
La grotta rappresenta quindi un sito chiave per la conservazione dei chirotteri a scala regionale.
Per preservare la colonia si raccomanda, agli speleologi che volessero visitare la grotta, di evitare accuratamente il periodo novembre-marzo, durante il quale anche le attività del progetto sono sospese, per non disturbare il riposo invernale dei principali inquilini della grotta: il risveglio durante il letargo mina gravemente la loro vita.
Progetto Castel Sotterra in Brasile
Nel 2025 i capofila del progetto presentano i primi risultati della ricerca a Belo Horizonte, all’International Congress of Speleology (ICS 2025) associando una spedizione proprio in Brasile (di cui diamo notizia più ampiamente qui).
Le due presentazioni affrontano le ricerche geologiche (“Speleogenesi nelle sequenze terrigene quaternarie lungo il fronte attivo delle Alpi sud-orientali, un caso di studio dalla grotta di Castel Sotterra – Veneto, Italia”) e il monitoraggio ed analisi dei parametri meteo (“La Grotta “Castel Sotterra” (Veneto) come esempio di monitoraggio e mappatura del Carsismo in Conglomerati“).
Le due conferenze, seguitissime e apprezzate da gruppi delle più diverse comunità speleologiche, hanno dimostrato quanto l’eccellenza speleologica italiana, anche in una piccola realtà come la nostra, sia fatta di entusiasmo, professionalità e competenza, nonostante il lavoro sempre volontario e autofinanziato.
L’interesse della comunità internazionale ha fatto tessere nuovi contatti, nuove idee e nuove collaborazioni che sono linfa preziosa per procedere con nuove fasi del progetto.
Articoli pubblicati durante il progetto
21 luglio 2025 – Scintilena “CastelSotterra Project in Brasile”
31 ottobre 2023 – Scintilena “Progetto Castel Sotterra al Raduno di Costacciaro: Scoperte e Progressi”
9 luglio 2023 – Scintilena “Grotta di Castel Sotterra: una nursery di Chirotteri e la presenza di una faina”
27 giugno 2023 – Scintilena “Successo per il GGT Gruppo Grotte Treviso: esplorazione e monitoraggio nella grotta di Castel Sotterra”


















