Argilloni a Sinistra, capitolo 5

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Attività svolta il: 07/09/2014

Con Dado, Lorena, Andrea e Federico andiamo nel neo-scoperto Ramo dei Geodi per rilevarlo e iniziare una risalita. Invece per colpa mia il DistoX2 non è tarato e causa dimenticanza la batteria di riserva per il trapano rimane in auto, quindi ci dedichiamo a proseguire l'esplorazione.

Prima percorriamo il meandro andando verso valle; torna verso la fine degli Argilloni a Sinistra e sfonda proprio sopra alla rampa fangosa che porta al “Salone 189”. Dado e Federico armano una calata che ci permette di risparmiare ancora più tempo per arrivare alla zona esplorativa. La carica della batteria interna trapano basta appena per completare l'armo.

Risaliamo poi il meandro a monte cercando di controllare le prosecuzioni più ovvie; ovunque ci sono massi di crollo: continua. Dalla parte alta del meandro diparte una piccola galleria che continua oltre ad uno stretto passaggio ostruito da un masso, oltre si vede ancora nero. Dalla parte opposta c'è traccia di un'altra galleria ma i massi di crollo per ora impediscono la continuazione.

Andiamo quindi in fondo, verso la cascata; Dado sale nel meandrino che però chiude poco dopo. Torniamo indietro e valutiamo dove fare la risalita (la prossima volta) per accedere alla parte alta della sala. Tornando al livello intermedio però Dado prova a montare sul masso incastrato al centro del salone, si passa!

Lorena e Federico si fermano a campeggiare nella neo-batezzata “Sala da The” mentre Dado, Andrea ed Io proseguiamo verso l'ignoto. Superiamo uno stretto passaggio ed entriamo in nuove gallerie e salette; ci sono più livelli, Dado sta basso, io e Andrea rimaniamo più alti. Contemporaneamente a Dado, ma da un altro piano, mi affaccio su di un camino di diametro 5-6 metri e molto alto, da cui scende un discreto stillicidio; ci sarà da arrampicare; ci sono delle piccole pozze con segni di impronte, mah!

Proseguiamo nella direzione della galleria ma decidiamo di tornare indietro per sopraggiunti limiti di tempo. Tuttavia Andrea non resiste e si infila in un invitante passaggio che punta verso il basso. Sbocca sulla parte alta di un ennesimo meandro. Vado a vedere anche io. Scendendo si vede sulla sinistra il meandro che si approfondisce, sulla destra invece c'è una specie di terrazzino che si affaccia sulla parte alta di un pozzo stimato P10; Andrea è li da qualche minuto ma non si è accorto che a due spanne dalla testa ha una piastrina su fix con un anello in corda statica da 10 mm! Evidentemente hanno risalito il pozzo, poi sono ridiscesi in doppia ed hanno abbandonato la piastrina.

Possibile che, una volta arrivati fin qui, non abbiano proseguito le esplorazioni nel resto dei rami?! Evidentemente non hanno trovato il passaggio per il Ramo dei Geodi, che effettivamente è ben nascosto.

Battezziamo temporaneamente la nuova parte “Ramo Ikea” in quanto quando ci si entra non si sa più dove guardare da quante possibilità ci sono. E poi si trova di tutto: vuoi una strettoia? C'è! Vuoi un camino? C'è! Vuoi un meandro? C'è! Vuoi un pozzo? C'è! Non manca nulla, nemmeno il fango…

Al ritorno siamo molto rapidi, grazie alla nuova corda. Mentre aspetto che tutti scendano mi infilo nel meandro che si diparte dalla zona alta della rampa di fango che porta al “Salone 189”; è rivestito di fango liquido, proseguo in opposizione non senza qualche difficoltà. Un paio di urli e di sfanalate con le frontali ci fanno capire che sono su un piano più alto di chi sta per scendere dalla corda; in avanti chiude mentre verso l'alto non si vede bene. Prossimi obiettivi: rilievo speditivo di una poligonale per capire dove stiamo andando; il rilievo completo sarà da fare con calma quando avremo chiara la geografia di questo ramo labirintico che si sviluppa tra i massi di crollo.

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