Il Totem e gli Ossetti del Castel

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Attività svolta il: 02/02/2014

Dopo molto tempo abbiamo dedicato un'uscita all’esplorazione del Castel Sotterra. La volta scorsa abbiamo notato che la grossa frana, che interrompe di netto la galleria del Ramo del Totem, forse poteva essere superata.

Castel Sotterra - TotemIn breve arriviamo nel Ramo del Totem dove, grazie ad un palo recuperato dagli Argilloni, la “squadra disostruttori” riesce a spostare una grossa fetta di roccia lavorando all'interno del crollo. Dado passa oltre ma dopo pochi metri si deve fermare in un piccolo ambiente fra grossi massi. Scavare non ha senso e sarebbe quasi impossibile: stropa!

Ci spostiamo quindi nei superiori a destra, prendendo poi il bivio a destra (parte opposta del Ramo del Golem). In una curva della galleria si trova uno sfondamento che dà accesso ad un meandro, il Ramo degli Ossetti. Attrezziamo e io e Dado ci caliamo per una decina di metri usando la vecchia corda sostituita durante l'uscita precedente. Poi c'è una cengia e quindi altri 4 metri. La corda non è sufficientemente lunga per poter frazionare, quindi dobbiamo lasciarla sfregare in più punti; arriva sul fondo del meandro proprio di misura.

Castel Sotterra - Totem - Pausa pranzoCi togliamo l'attrezzatura e proseguiamo per mezz'ora in uno stretto meandro che tenta continuamente di spogliarci aprendo il velcro della tuta ad ogni movimento. Avremo percorso circa 50 metri o meno. Alla fine ci blocchiamo prima di una piccola apertura alta 15-20 cm e larga circa 40-50 cm, troppo stretta per passarci. Il fondo è fangoso, dopo i 5 m di strettoia sembra allargarsi. Oltre si sente lo scroscio dell'acqua. Siamo verso gli inferiori a valle, forse, ma il collegamento non è noto.

Facciamo retromarcia con l'intenzione di tornarci, sicuramente dobbiamo rilevare nuovamente tutto il ramo. Nel punto in cui dobbiamo risalire troviamo una sorpresa: la corda non c'è più! Lorena era scesa per capire che fine avevamo fatto, poi ci ha sentiti ed è risalita tirandosi su, involontariamente, la corda. È quindi costretta a ri-scendere e passarci il capo della corda.

All'uscita diluvia ma siamo attrezzati… il gazebo di Dino ci salva da una doccia indesiderata!

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