Ramo dei Geodi, capitolo 7

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Attività svolta il: 12/10/2014

Nuovo argillone nel Ramo dei GeodiObiettivo della giornata: arrampicare il camino trovato nelle zone nuove ed armare un traverso in un punto non difficile da passare ma molto esposto (vedi le esplorazioni precedenti).

Ci troviamo molto prima del solito per avere più tempo a disposizione, siamo in quattro (io, Dado, Paolo e Sandro) con soli due sacchi quindi la progressione è abbastanza rapida.

Una volta arrivati quasi in fondo agli Argilloni a Sinistra salutiamo il “vecchio camino” da cui passavamo fino a poco tempo fa (strettoie e fango) con le dovute cortesie (vaf#@$#£&$!!!) e tiriamo dritti verso la nuova corda. All'inizio del meandro nel Ramo dei Geodi ci ricolleghiamo ad un caposaldo ed iniziamo a rilevare solo una poligonale con il DistoX2, che comodità! Prendiamo anche un po' di quote relative all'ingresso con un altimetro e scopriamo che nel nuovo ramo siamo a circa -50, come la Sala della Frana vicina all'ingresso (-48 m).

Arrivati alla Sala da The Dado inizia ad armare il traverso, nel frattempo scarico i dati dal DistoX2 notando che il Ramo dei Geodi punta esattamente in direzione nord. Tempo mezz'oretta ed il traverso è pronto, esco dalla sala ma… questo non è il punto in cui dovevamo fare il traverso!!! Poco male, la svista ci permette di attraversare la sala su uno dei ponti di massi di crollo, dalla parte opposta c'è qualcosa da vedere…

Un meandro arriva da nord e sfonda buttandosi nella sala ma poi continua e va a finire sotto ad una zona concrezionata. Attraverso un basso passaggio entriamo nella parte alta di una zona di crollo, Dado riesce a scendere ed entrare nella Zona Ikea. Però da “fuori” si vede che 5 metri più in alto c'è una finestra. Le due zone non comunicano, bisognerà controllare e risalire, magari la finestra si ricollega in testa al camino.

Complice la carenza di piastrine per la risalita del camino Dado opta per fare un giro ed infilarsi in un punto visto le precedenti volte; sposta dei sassi e sparisce con Paolo. Passano un paio di minuti e veniamo chiamati, da voci entusiaste, ad andare a vedere. Prima di entrare però provo a risalire in una fessura, ritornando in un punto noto (sopra alla Zona Ikea).

Impronte nel Ramo dei GeodiL'entusiasmo è giustificato dalla bellezza della nuova galleria trovata, un “argillone” con il pavimento concrezionato ed acqua. Si cammina in piedi ed è largo circa 4 metri. In un'ansa laterale si è accumulato del fango sopra cui sono evidenti tracce di animali di almeno due specie, indicativamente qualcosa delle dimensioni di un topo e qualcosa di più grande (faina?). Con il telefono fotografo e filmo per quanto possibile.

L'arrivo appena trovato piega verso ovest. Dei massi precludono la possibilità di proseguire. Anzi, no. Dado scava, si toglie l'attrezzatura ed, immergendosi in melma liquida, passa una strettoia. Ci descrive cosa c'è oltre: passaggi bassi, un bivio, stropa! Torna indietro zuppo, anzi, “bagnà come un pito”. È ovvio che nonostante le temperature alte del Castel dovrà uscire il prima possibile. Dividiamo così il gruppo, Dado e Sandro escono veloci senza sacchi, io e Paolo rimaniamo ad armare il traverso (nel punto “giusto”) e dopo un'oretta ci incamminiamo anche noi verso l'uscita.

Sotto al P7 iniziale incontriamo i Sacilesi con il loro corso che soffre il solito problema della speleologia: 8 allievi, tutti maschi. Ci fanno passare e disarmare la nostra corda. All'uscita troviamo un folto gruppo con cui chiacchierare e scambiarci aggiornamenti sulla nuova stagione esplorativa del Castel e della Genziana. A quanto pare il fango non manca nemmeno li…

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